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23 Jul 2020

United States-Mexico-Canada Agreement (USMCA): molto positive le valutazioni dell’Ambasciatore del Messico in Italia Carlos Eugenio García de Alba Zepeda

United States-Mexico-Canada Agreement (USMCA): molto positive le valutazioni dell’Ambasciatore del Messico in Italia Carlos Eugenio García de Alba Zepeda

Author: Rita Sanvincenti / Thursday, July 23, 2020 / Categories: News, Italia, Messico / Rate this article:
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A due settimane dall’entrata in vigore (1 luglio 2020) del nuovo United States-Mexico-Canada Agreement (USMCA), sono positive le valutazioni dell’Ambasciatore del Messico in Italia Carlos Eugenio García de Alba Zepeda, che si esprime, anche da economista, con una vasta esperienza e prestigiosi incarichi nelle relazioni bilaterali e multilaterali, sull’esito di un negoziato che, dichiara, “certamente non è stato facile”. Il nuovo accordo USMCA, che sostituisce il precedente North American Free Trade Agreement (NAFTA), è diventato operativo proprio mentre si combatte una guerra globale contro il Covid-19, contro una pandemia sulla quale quotidianamente si aggiornano i bilanci così come sui danni da essa provocati all’economia internazionale.

Eccellenza, il nuovo accordo con USA e Canada è entrato in vigore in piena emergenza sanitaria. Ne conseguirà una sospensione o una variazione dei programmi, oppure si rivelerà un sostegno per le economie dei Paesi interessati?

Innanzitutto è una buona notizia a livello mondiale che questo accordo di libero scambio del Nord America si sia concluso e sia in vigore. Si ricorderà che quattro anni fa il candidato e poi Presidente Trump diceva che lo avrebbe cancellato, mentre non solo esiste ancora ma è un accordo di libero scambio rinforzato e approfondito. È vero che la pandemia adesso sta colpendo il mondo, compreso il Nord America, ma questo non sarà per sempre. Bisogna anche ricordare che uno degli elementi più importanti di questo nuovo accordo è che è stato stabilito di rivederlo ogni sei anni e che ha una durata di sedici. È un accordo a lunga scadenza e questa pandemia, anche nel peggiore scenario che si possa immaginare, non durerà così a lungo e benché questo nuovo NAFTA sia iniziato adesso, andrà molto oltre.

Le parti come hanno valutato questo accordo?

In ogni negoziato si perde e si guadagna, quindi ciascuno dei tre Paesi ha dovuto cedere in qualcosa, ma ha potuto guadagnare in qualcos’altro. Quindi direi assolutamente che chi ha vinto in questo nuovo accordo di libero scambio è l’intero Nord America, perché siamo ulteriormente integrati. Al riguardo va chiarito, poiché in Europa il Messico viene considerato parte del Sud America, che questo è un errore, poiché geograficamente rientra nel Nord America. Economicamente, adesso, le nostre catene di produzione sono ancora più collegate tra loro e siamo sicurissimi che avremo una regione molto più competitiva nei confronti di altre del pianeta. In questo mondo globalizzato le regole del gioco si basano sulla competitività e con il nuovo accordo, anche su questo fronte, il Nord America ha guadagnato.

Rispetto al precedente NAFTA nel nuovo accordo cosa è cambiato, quali sono le prospettive per il Messico?

Con il vecchio NAFTA ci vendevamo reciprocamente prodotti e servizi. Con questo produciamo insieme e vendiamo anche ad altre regioni del mondo in termini più vantaggiosi e più competitivi. Sono certo, non solo da Ambasciatore del Messico ma anche da economista quale sono, conoscendo l’argomento, non ho il minimo dubbio che man mano che la situazione si normalizzerà, ai nostri tre Paesi arriveranno ulteriori investimenti, compresi quelli italiani. Bisogna infatti ricordare che sono presenti circa 3000 aziende italiane nel Nord America: di queste 1600 si trovano in Messico e sono sicuro che questo numero crescerà. Sono due settimane che è entrato in vigore questo accordo e ho già ricevuto non meno di dieci telefonate di aziende italiane, grandi, medie e piccole, che hanno voluto parlare con me perché credono che si aprano delle buone opportunità, sia per aumentare gli investimenti che per cominciare ad investire in Messico.

Entrando più nel dettaglio, di gran lunga il principale settore di scambi fra i nostri Paesi è l’automotive con il 35% - 38% riguardante macchine ed autoparti. Con il vecchio NAFTA il livello di contenuto locale doveva essere del 62,5% per entrare liberi di dazi negli altri due Paesi. In questo nuovo accordo questa percentuale si è alzata al 75%. Qualcuno dirà che con queste nuove regole gli americani guadagneranno perché molte aziende, forse, decideranno di produrre in USA anziché in Messico. Non so cosa succederà, ma nel frattempo i giapponesi, che sono grandi produttori di macchine, hanno dichiarato che non pensano di cambiare i loro piani e che continueranno ad investire e a produrre in Messico, nonostante che il contenuto locale sia cresciuto. Di fatto, una cosa sono gli accordi fra i governi, un’altra sono le decisioni delle aziende: ciascuna farà le proprie valutazioni e stabilirà come e dove produrre. Pertanto, incrementare il contenuto locale significa una ulteriore produzione regionale, quindi una ulteriore integrazione delle nostre tre economie.

L’emergenza sanitaria non riuscirà a bloccare l’economia?

Anzi, il nuovo accordo è entrato in vigore proprio nel momento giusto, perché in mezzo alle brutte notizie della pandemia, della caduta dell’impiego, degli investimenti, accade questo fatto positivo che aiuterà ad aumentare gli investimenti e a creare nuovi posti di lavoro.

Per gli investitori italiani quali sono i vantaggi e le opportunità?

Più che mai è un vantaggio per l’investitore italiano sapere che con questo nuovo accordo possono entrare liberi di dazi nel Nerd America. A prescindere dal Paese nel quale decideranno di investire direttamente, infatti, entreranno negli altri due, liberi dai dazi. Si tratta di un mercato di cinquecento milioni di persone.

Come si spiega l’atteggiamento tenuto dal Presidente Donald Trump quattro anni fa, che lei ricordava?

I fatti parlano. È un accordo che conviene a tutti e tre i Paesi. È in vigore. Il negoziato non è stato facile, certamente, ma nessun negoziato lo è mai. Abbiamo capito che sarebbe stato meglio non solo proseguire con l’accordo, ma che esso avrebbe dovuto essere ancora più profondo di quanto non fosse il vecchio NAFTA.

Quali saranno i vantaggi nei confronti della Cina?

Come regione siamo più competitivi. È noto che vi sono delle tensioni commerciali che crescono tra USA e Cina, quindi sarà un motivo in più per considerare il Messico come una destinazione degli investimenti più vantaggiosa rispetto alla Cina dove, tra l’altro, in questi ultimi anni, i costi di produzione si sono molto elevati. Molte aziende, anche italiane, continuano a produrre in Cina per esportare negli Stati Uniti, ma adesso mi rivolgo agli investitori italiani perché più che mai considerino il Messico come luogo in cui investire per esportare negli Stati Uniti, in ogni settore.

Nell’ultimo periodo quanto e come è cambiata la Cina agli occhi di un investitore?

La situazione è molto cambiata. La Cina adesso è un Paese caro. Il costo del lavoro è più alto che in Messico ed inoltre la politica fa sentire la sua influenza. Quando, come adesso, vi sono dubbi su come andrà a finire questo dibattito, queste tensioni commerciali, sul perché gli Stati Uniti stanno facendo crescere i dazi per esportare dalla Cina in USA, appare chiaramente più opportuno investire in Messico dove esiste un accordo di libero scambio con il Nord America a zero dazi.

Gli accordi tra Messico ed Unione Europea a che punto sono?

L’accordo con l’Unione Europea non è ancora entrato in vigore. Sono stati ultimati i negoziati e questa è un’altra buona notizia. Adesso bisogna attendere la firma e la ratifica dei ventisette parlamenti europei. Siamo ottimisti sul fatto che questo accadrà quanto prima, perché si tratta di un buon accordo per entrambe le parti, decisamente migliore di quello che abbiamo avuto per venti anni, più inclusivo, comprendente più settori, come avvenuto anche nell’ultimo tra Messico USA e Canada. Quando entrerà in vigore, soprattutto per quanto riguarda il settore agricolo, occorreranno alcuni anni perché gradualmente diminuiscano i dazi, ma, alla fine, il 99%, quindi pressoché il totale degli scambi tra Messico ed Unione Europea, sarà libero dai dazi.

Perché questo è particolarmente interessante per il settore agricolo?

Quello agricolo è un settore molto protetto, regolato da norme sanitarie, doganali, in cui vi sono numerose barriere. Uno degli elementi positivi di questo accordo è che praticamente tutti i settori dell’agricoltura e dell’allevamento saranno completamente aperti, cosicché il livello di scambio in entrambi i sensi sarà ulteriormente favorito.

Qual è la situazione attuale? 

Secondo le normative in vigore il Messico non può esportare carne di manzo nell’Unione Europea. Con questo nuovo accordo, invece, sarà possibile anche per quella di maiale. Per quella di pollo la questione è un po’ più complessa, ma ci saranno dei settori che saranno, per la prima volta, finalmente aperti agli scambi, come, ad esempio quello della pesca. Con questo nuovo accordo, infatti, praticamente ogni prodotto dei settori pesca, agricoltura e allevamento, potrà avere accesso al mercato dell’Unione Europea a dazio zero: sono buone notizie per i consumatori.

Prima non vi era nessuna esportazione riguardante questi settori?

Una volta si esportava pesce mentre ora solo qualcosa come frutti di mare, ma essenzialmente non abbiamo accesso al mercato europeo. Alla fine, con il nuovo accordo vi sarà un guadagno per il consumatore che avrà a disposizione prodotti di qualità a prezzi più bassi.

Quando è prevista l’entrata in vigore del nuovo accordo?

Speriamo che possa avvenire nel 2021.

A seguito dell’emergenza sanitaria quali sono le ripercussioni sugli spostamenti da e verso il Messico ?

Ci sono dei problemi oggettivi congiunturali. Sussistono restrizioni sanitarie per volare in entrambe le direzioni, soprattutto a livello turistico. Ancora non è possibile per i turisti messicani venire qua e per gli italiani andare in Messico. Non siamo in questo momento nelle condizioni di andare in un altro continente per turismo, né sarebbe saggio farlo.

Le imprese che avevano interesse ad andare in Messico prima della pandemia lo hanno mantenuto?

Anche in mezzo alla pandemia si sono confermati investimenti italiani in Messico, che hanno riguardato prodotti che vanno dai componenti aeronautici, ai tappi per le bottiglie di tequila. Gli investimenti italiani non si sono fermati perché vi sono accordi positivi, convenienti e competitivi. Pertanto gli imprenditori hanno deciso di proseguire con i loro programmi di investimento in Messico. Il ritorno ci sarà.

Dal punto di vista degli scambi culturali?

Forse nel 2021 saremo capaci di riprendere tanti programmi. In questo caso occorre necessariamente la partecipazione fisica delle persone.

Quali sono le previsioni sulla pandemia in Messico?

Parlerei dell’intero continente americano perché, purtroppo in questo momento, i focolai sono un po’ ovunque. Negli Stati Uniti non è ancora sotto controllo. Spero che quanto prima si possa avere un vaccino che finalmente ci consenta di voltare pagina, perché questo virus ha colpito tutti. Nel frattempo occorre fare attenzione. Non ci sono altri mezzi. I medicinali e le terapie possono aiutare ma la prevenzione è la migliore cura.

Nel giorno dell’entrata in vigore del nuovo NAFTA, 1 luglio 2020, proprio in questa Ambasciata, sono iniziati i lavori per la costituzione di una Associazione che porterà all’istituzione di una Camera di Commercio messicana in Italia. Qual è l’origine di questo progetto?

Per me è un vecchio progetto: trent’anni fa ho svolto il ruolo di Addetto commerciale in questa Ambasciata e da allora mi sono chiesto perché non esiste una Camera di Commercio messicana in Italia, quando di fatto vi sono scambi, interessi, opportunità, e perché invece esistono quaranta Camere di Commercio estere in Italia, comprese quelle di Paesi con i quali l’Italia ha pochi rapporti commerciali mentre con il Messico ne ha tanti. Il Messico ha più scambi con l’Italia del Canada; l’Italia ha più scambi commerciali con il Messico che con il Brasile o con l’Argentina e il Cile insieme; il Messico scambia con l’Italia il doppio di quanto l’Italia scambia con l’Australia e la Nuova Zelanda. Posso continuare ancora a fornire dati del genere… Mi domando, quindi come sia possibile che non esista una Camera di Commercio Italia - Messico in Italia, mentre esiste una Camera di Commercio italiana in Messico. Non c’è una spiegazione, è un fatto. Adesso che ho il privilegio di fare l’Ambasciatore del Messico in Italia, ho il diritto di proporre iniziative come questa. Poiché è necessario il confronto con gli operatori, abbiamo organizzato una riunione qui in Ambasciata, il primo luglio. Ho presentato questa iniziativa a quaranta imprenditori dei due Paesi, di grandi, medie e piccole imprese. Posso dire con soddisfazione, ma anche con un po’ di sorpresa, che tutti, all’unanimità hanno dichiarato che è una bella idea. Considerando che bisogna rispettare la legislazione locale, non è possibile costituire subito una Camera di Commercio, ma è necessario superare una prima tappa che è rappresentata da un’associazione economica Italia-Messico. Abbiamo proposto l’idea che è stata accettata e quindi abbiamo invitato alcune aziende specifiche per cominciare a costituire tale associazione. Le risposte che ho ricevuto sono positive. Trascorsi due anni, se l’associazione sarà capace di mantenersi, di lavorare, di produrre risultati, penseremo a creare la Camera di Commercio che fornirà servizi di ogni tipo, di informazioni, di procedure, di pratiche, agli imprenditori di entrambi i Paesi: italiani che vogliono fare affari in Messico e viceversa. Un fatto molto importante è che non stiamo pensando solo al settore imprenditoriale, bensì a tutto, cioè all’ambito culturale, accademico, educativo, tecnologico. Questa Camera di Commercio fornirà servizi a tutti coloro che vogliono favorire gli scambi Italia-Messico.    

La Camera di Commercio italiana in Messico opera con buoni risultati?

Quella italiana in Messico è attiva da tanti anni e ha successo. Amici miei l’hanno creata, l’hanno diretta e appoggiata e, per esperienza, so che questi strumenti aiutano molto.

Quando potrebbe entrare in funzione in Italia?

Le leggi italiane dicono che occorrono almeno due anni.

L’Associazione invece potrebbe operare da subito?

Non appena saremo andati dal notaio per costituirla legalmente, a settembre o ad ottobre. Questa associazione economica Italia-Messico, della quale sarò presidente onorario, sarà formata da un gruppo di imprenditori anche piccoli e medi.

Quante e quali sono le aziende che ne faranno parte?

Sono molte. Quelle quaranta che hanno partecipato alla prima riunione. Tra esse vi sono Fiat, Pirelli, Ferrero, e anche aziende messicane come Maseca, Bimbo, Dolphin Discovery. Di questo primo gruppo non fanno parte soltanto imprenditori ma anche, ad esempio, un importante regista messicano come Jesus Garces Lambert.  Certamente gli affari costituiranno la parte centrale, ma non esclusiva, dell’associazione.

Anche la cultura, quindi, avrà un ruolo? 

Sì e sarà essenziale. Siamo due Paesi nei quali la cultura è una componente importantissima del prodotto interno lordo, quindi come potremmo escludere attività culturali che danno un grosso contributo alla ricchezza dei nostri Paesi?

Quali sono state misure economiche adottate in Messico per arginare i danni causati dalla pandemia?

Molte imprese, soprattutto medie e piccole, hanno beneficiato dei crediti che sono stati concessi dal Governo federale. Da sottolineare che la Banca Centrale del Messico ha iniettato molte risorse, ha dato liquidità all’economia nazionale e che quindi il suo ruolo è stato fondamentale nel dare sostegno ed appoggi economici per favorire la ripresa.

È possibile quantificare le somme concesse?

Non so la cifra esatta ma stiamo parlando, in euro, di miliardi. Molti crediti sono stati destinati alle piccole medie imprese. A questi vanno aggiunti gli interventi locali, ovvero quelli dei Governi statali e municipali che hanno assicurato il loro appoggio, talvolta anche in contanti, ai lavoratori, a coloro che hanno perso l’occupazione. Nell’insieme è stata una quantità importante di risorse. Governo federale, Banca Centrale, diversi soggetti si sono uniti per dare il loro sostegno. Con i mezzi a disposizione si è cercato di fare del nostro meglio, ma si tratta di una pandemia tale che in nessun Paese ci sono state risorse sufficienti per farvi fronte. 

Ci sono delle previsioni?

Tutto il mondo vedrà un calo importante del prodotto interno lordo. In Messico, secondo le fonti, si potrà aggirare fra il 7% e 8% del PIL, ma tutti prevedono che il prossimo anno ci sarà un rimbalzo a livello mondiale. Quindi speriamo bene. Molto dipenderà dal fatto che si trovi un vaccino, e che non ci sia un ritorno dei contagi. Ci sono molti interrogativi.

 

 

 

 


 

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