Ogni fine anno,
purtroppo, si rende tristemente necessario lanciare appelli contro la devastante,
molto spesso letale consuetudine di festeggiare il Capodanno ricorrendo
all’utilizzo dei fuochi d’artificio. Ciò nella speranza che tali sollecitazioni
vengano ascoltate e che prevalgano la ragione e il rispetto della vita, sia
essa animale, sia essa vegetale. Il WWF è particolarmente attivo nel cercare di
rendere tutte le parti – le istituzioni perché arginino il fenomeno con
apposite ordinanze, e i cittadini perché scelgano altri modi di divertirsi senza
provocare stragi – coscienti delle conseguenze di tali deplorevoli azioni, le
cui tragiche conseguenze sono universalmente ben note. I fuochi pirotecnici,
spiega l’Associazione, provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e
shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali. Gli
effetti possono essere anche a lungo termine, e manifestarsi con alterazioni
comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Panico, ansia e stress si
riscontrano anche negli animali domestici. Il WWF pone l’accento anche sui
danni alla vegetazione dei centri urbani in quanto le alte temperature e le
scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi
di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute
di alberi e aiuole.
L’Associazione
chiede di sostituire i fuochi pirotecnici “sostituendoli con opzioni a basso
rumore, oppure giochi di luci”, e lancia un “appello ai Comuni affinché
vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio,
come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un
livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini”.
L’Associazione
ricorda che proprio nella Capitale, nel Capodanno 2021 – “particolarmente ‘esplosivo’,
forse per festeggiare l’uscita dal lockdown - in alcune zone i romani si sono
svegliati la mattina del primo gennaio davanti al triste spettacolo di un
tappeto di uccelli morti sull’asfalto, perlopiù passeri e storni. Anche nel
2023 le scene si sono ripetute. I fuochi d’artificio producono anche notevoli
emissioni di sostanze altamente inquinanti che contribuiscono in modo
significativo all’inquinamento chimico del suolo, dell’acqua e dell’aria. Le
detonazioni rilasciano metalli pesanti, particolato fine e perclorati, sostanze
persistenti e tossiche che rappresentano un rischio per la salute umana e
animale, oltre all’impatto diretto sulla qualità dell’aria, queste sostanze
possono accumularsi negli ecosistemi e contaminare alimenti e corsi d’acqua,
con effetti a lungo termine sulla biodiversità e sull’equilibrio ambientale”.
Il WWF richiama
l’attenzione su uno studio realizzato in Spagna, a Valencia, dove in primavera
si svolgono manifestazioni con fuochi pirotecnici, dal è emerso che gli effetti
ecologici del rumore dei fuochi d’artificio possono protrarsi nel lungo periodo
e influenzare negativamente il ciclo riproduttivo dei passeri.
Un’altra
ricerca realizzata in Austria ha monitorato 20 oche selvatiche durante la notte
di Capodanno, rilevando un marcato stress fisiologico: il battito cardiaco
medio è aumentato del +96% (da 63 a 124 battiti al minuto) e la temperatura
corporea è salita da 38°C a 39°C, con effetti che si sono protratti fino al
mattino successivo. I bang e i flash di luce, inoltre, possono interferire con
il comportamento animale in momenti particolarmente delicati come
l’accoppiamento o le migrazioni, lasciando strascichi che possono manifestarsi
anche nei mesi e negli anni successivi.
Un’indagine
realizzata dall’azienda Weenect (2024) su 652 animali domestici (cani e gatti)
ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e tra il 16% e il
24% manifesta stress persistente, anche diverse ore dopo i fuochi.
Nel 2022 a
Napoli i fuochi d’artificio non autorizzati da una villa privata hanno generato
un incendio nella vicina Oasi WWF Cratere degli Astroni, mandando in fumo 40
ettari di bosco tra l’oasi e il confinante Parco Regionale dei Campi Flegrei. I
responsabili sono attualmente sotto processo per disastro ambientale.
“Ogni inizio
anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti”, ha
dichiarato Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia. “Le sofferenze
degli animali - prosegue - difficilmente verranno raccontate ma sono ormai
documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici,
terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o
tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per
molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come WWF chiediamo ai Comuni
di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi
pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”.

Cani e gatti
possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Gli esseri umani
percepiscono suoni tra circa 20 Hz (infrasuoni) e 20.000 Hz (ultrasuoni),
mentre il cane può udire frequenze fino a circa 60.000 Hz e il gatto fino a
70.000 Hz. Anche negli animali d’allevamento, come mucche, cavalli e conigli,
le esplosioni possono avere effetti gravi: lo spavento intenso può infatti
provocare traumi, stress elevato e in casi estremi, persino l'aborto. Si stima
che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine
anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra
cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro
ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale
(alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il
freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione
caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.
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