Uno studio
pionieristico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha utilizzato una
tecnica all'avanguardia, il ‘nanomotion sensing’ per svelare in tempo reale il
comportamento dello Staphylococcus aureus, un patogeno noto per la sua
resistenza agli antibiotici. Il team, coordinato dai ricercatori Giovanni
Longo, Simone Dinarelli e Marco Girasole del gruppo Biotech@ISM dell’Istituto
di struttura della materia del Cnr di Roma (CNR-ISM) in collaborazione con
colleghi dell’Istituto di Biofisica del CNR di Pisa (CNR-IBF), del Dipartimento
di Scienze biomolecolari dell’Università di Urbino Carlo Bo e del Dipartimento
di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, spiega in una nota il CNR, è
stato in grado di rilevare, per la prima volta, il nanomovimento del batterio,
evidenziando la connessione tra la disponibilità di ferro e l'attività
metabolica del batterio. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Scientific
Reports, prefigura nuove strade per combattere le infezioni batteriche: il
team si è concentrato su Staphylococcus aureus esaminando le vibrazioni su
scala nanometrica del metabolismo batterico in relazione alla disponibilità di
ferro. “Il ferro è micronutriente cruciale per la crescita dei batteri e gioca
un ruolo fondamentale in diversi processi fisiologici, tra cui la motilità”,
spiega Giovanni Longo (CNR-ISM). Sono stati studiati, in particolare, due ceppi
di Staphylococcus aureus – uno selvatico (wild type) e uno mutante privo della
capacità di produrre siderofori (molecole essenziali per l'assunzione di ferro)
– in presenza e in assenza di ferro. Utilizzando il ‘nanomotion sensing’, è
stato possibile osservare oscillazioni coordinate a frequenze ben definite che
potrebbero riflettere il comportamento specifico del batterio. Questi risultati
sono stati confermati anche attraverso saggi biochimici e fenotipici, seguendo
la crescita dei batteri nelle diverse condizioni con microscopia ottica e
metodi di crescita convenzionali (OD600). Le oscillazioni osservate sono
correlate direttamente alla disponibilità di ferro, dimostrando come questo
elemento influenzi la motilità e l'attività metabolica del batterio: i
ricercatori suggeriscono, pertanto, che il ferro, così centrale per la crescita
batterica, rappresenti un target promettente per lo sviluppo di nuove terapie
antibatteriche. "Questo studio dimostra come il ‘nanomotion sensing’ possa
essere un potente strumento per analizzare le vibrazioni cellulari e per
esplorare in dettaglio la relazione tra l'omeostasi del ferro e il
comportamento di Staphylococcus aureus”, aggiunge Giovanni Longo. “Le
oscillazioni osservate potrebbero aprire la strada a strategie terapeutiche
innovative, mirate a disabilitare i batteri attraverso l'interruzione del loro
metabolismo del ferro".
Oltre a fornire
nuovi spunti per combattere Staphylococcus aureus, del quale è nota la capacità
di sviluppare resistenza a molti antibiotici, i risultati – specifica il CNR -
suggeriscono che il controllo dell'omeostasi del ferro possa diventare una via
terapeutica strategica per il trattamento di infezioni batteriche, in
particolare quelle causate da ceppi resistenti.
In primo piano:
Rappresentazione del sensore con i batteri (a-f) e le risposte in frequenza
delle fluttuazioni di nanomovimento (g-j). Crediti: Consiglio Nazionale delle
Ricerche.
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