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 I Carabinieri TPC recuperano 30 preziose pagine miniate rubate nel 1982 dal museo di arte sacra di Colle Val d’Elsa

I Carabinieri TPC recuperano 30 preziose pagine miniate rubate nel 1982 dal museo di arte sacra di Colle Val d’Elsa

Le preziose pagine miniate, realizzate tra la fine del 1200 e la metà del 1400, provengono da sei corali del convento di San Lucchese a Poggibonsi e furono rubate da ignoti l’8 marzo 1982 mentre erano esposte nel Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra di Colle Val d’Elsa.

Author: Redazione Aurora/Saturday, November 15, 2025/Categories: News

Trenta antiche pagine miniate, di cui 27 intere e tre ritagliate, realizzate tra la fine del 1200 e la metà del 1400 sono state restituite ieri, 14 novembre 2025, dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze al Sindaco di Colle Val d’Elsa Piero Pii, nel corso di una cerimonia celebrata presso il Museo di San Pietro di Colle Val d’Elsa in provincia di Siena.

 

Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

 

Le preziose pagine miniate provengono da sei corali del convento di San Lucchese a Poggibonsi e furono rubate da ignoti l’8 marzo 1982 mentre erano esposte nel Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra di Colle Val d’Elsa. La restituzione di oggi si aggiunge al precedente ed altrettanto importante recupero di altre pagine miniate effettuato dal Comando Carabinieri TPC, sempre pertinenti allo stesso furto, esposte in occasione di una mostra a loro dedicata e allestita nel 2020 a Firenze, a Palazzo Pitti.

Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.


Le opere miniate, specifica il Nucleo TPC di Firenze, provengono da due serie liturgiche distinte: la prima, realizzata tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo e, la seconda, databile alla metà del XV secolo. Per la serie più antica i francescani si rivolsero ad una bottega senese mentre per quella successiva si affidarono alle botteghe fiorentine del tempo, aperte anche a maestranze provenienti da altre aree del territorio.

L’attività investigativa del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze, è stata avviata a seguito della segnalazione di un privato cittadino studioso d’arte il quale, riconoscendo subito il notevole valore storico-artistico delle pagine, le ha ricondotte a quelle sottratte nel 1982 a Colle Val d’Elsa.

Crediti foto:  Comando Carabinieri TPC.


Un prezioso contributo all’attività investigativa è stato fornito inoltre dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università degli Studi di Firenze, nella persona di Sonia Chiodo Professore Associato di Storia dell’Arte Medievale, curatrice della mostra a Palazzo Pitti.

In considerazione della straordinaria importanza e della delicatezza delle opere, dal giorno del sequestro ad oggi, sono state affidate in custodia temporanea all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, istituto ad autonomia speciale del Ministero della Cultura e centro di riferimento nazionale per la conservazione dei beni culturali.

Il risultato di oggi testimonia la crescente sensibilità e l’interesse, anche da parte dei privati cittadini, nei confronti dei beni culturali sottratti nel tempo alla pubblica fruizione, affinché questi tornino nuovamente ad essere ammirati dalla collettività, commenta il Nucleo TPC, che sottolinea quanto siano fondamentali la catalogazione e le fotografie dei beni culturali che, se fornite, queste ultime, in sede di denuncia, alimentano la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” in uso al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, strumento fondamentale per il recupero dei beni culturali anche a distanza di anni.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non potrà essere considerato colpevole fino alla eventuale pronuncia di sentenza di condanna definitiva. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, considerata la natura giuridica delle opere d’arte recuperate e la loro provenienza originaria, ne ha disposto la restituzione in favore del Comune di Colle Val d’Elsa.  

 

Crediti foto in primo piano: Comando Carabinieri TPC.

 

 

 

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