Il paesaggio
rurale della Valle dei Templi, unico al mondo per la sua bellezza intatta da
migliaia di anni, definito da Pirandello il "bosco di mandorli e di
ulivi", dove sono ancora disponibili le fonti d’acqua utilizzate
nell’antichità dai greci, è stato riconosciuto paesaggio rurale storico
italiano. L’apposita Commissione del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità
alimentare e delle Foreste, infatti, ha dato parere positivo all'iscrizione nel
"Registro Nazionale dei Paesaggi rurali di interesse storico, delle Pratiche
agricole e delle Conoscenze tradizionali" di una porzione di oltre 300
ettari ricadenti nell’area la cui conservazione rappresenta una testimonianza
del passato: sia per quanto riguarda la tutela, sia per le pratiche agricole in
uso. L'iscrizione avverrà materialmente a seguito di uno specifico decreto
ministeriale.
L’iter per il
riconoscimento è iniziato nel 2021 quando è stata presentata la proposta e,
dopo un esame preliminare da parte dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio
rurale, delle Pratiche agricole e Conoscenze tradizionali, nel 2022 il
Ministero ha autorizzato la presentazione della candidatura. L’elaborazione del
dossier è stata affidata al dipartimento di Architettura dell’Università degli
Studi RomaTre. Dopo diverse richieste di integrazioni e sopralluogo tecnico, la
candidatura è stata definitivamente approvata per l’iscrizione al Registro,
finalizzando anche le politiche pubbliche di tutela che hanno incentivato
iniziative di recupero agricolo all’interno del Parco archeologico e
paesaggistico della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta.
Attualmente sono
33 i paesaggi storici iscritti nel Registro: quasi tutti si trovano nel Centro Nord
Italia. Tra questi vi sono Montepulciano e Pienza, Valpolicella, Valdichiana,
Greve in Chianti, Valdobbiadene, Trequanda, Selva di Fasano, Costiera
Amalfitana, Cinque Terre. Pochissimi sono quelli situati nel Sud del Paese. In
Sicilia il riconoscimento della Valle dei Templi si aggiunge a quello del paesaggio
della pietra a secco dell'Isola di Pantelleria.
“Proporre
un’offerta integrata del territorio – ha dichiarato il presidente della Regione
Siciliana, Renato Schifani - consente di accrescere l’attrattività turistica,
con un effetto moltiplicatore. Aggiungere un tematismo come quello della
sostenibilità rurale a un’area oggi conosciuta prevalentemente per il suo inestimabile
valore archeologico, già peraltro sito Unesco, è un valore aggiunto che può
portare ulteriori positive ricadute economiche e incrementare i flussi di
visitatori”.
Secondo
l'Assessore regionale ai Beni culturali e all'Identità siciliana, Francesco
Paolo Scarpinato: “La candidatura della Valle dei Templi all'iscrizione nel
Registro nasce dalla collaborazione virtuosa tra pubblico, privato e realtà del
terzo settore, attraverso un'associazione temporanea di scopo (ats) costituita
dal Parco archeologico, dalla società Terra del Barone e dal FAI – Fondo Ambiente
Italiano. Il riconoscimento è la conferma di come soggetti di diversa natura
che operano con una comunità di intenti possano raggiungere insieme obiettivi
capaci di contribuire alla crescita del territorio”.
In primo piano:
La Valle dei Templi, “Bosco di mandorli e ulivi”. Foto pubblicata per gentile
concessione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
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