Era situato in
uno dei quartieri centrali della Capitale, il laboratorio clandestino scoperto
dai militari del Reparto Operativo – Sezione Falsificazione e Arte
Contemporanea del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito di
una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha portato al sequestro di 71 opere
attribuite ad artisti tra i quali spiccano i nomi di Pablo Picasso, Rembrant H.
van Rijn, Giacomo Balla, Afro Basaldella, Osvaldo Licini, Bernard Buffet,
Francis Picabia, Kees van Dongen, Serge Poliakoff, Lyonel Feininger, Serge
Charchoune, Constant Permeke, William Congdon, Albert Lebourg, Anna De Weert, Pierre
Ambrogiani, Gio Bartolena, Frans Hens, Mario Puccini, Faustino Joli, Jenny
Montigny, René Sautin, Roberto Borsa. Tutto il materiale trovato nel
laboratorio, utilizzato per la produzione di opere false, è stato sottoposto a
sequestro a cura dei Carabinieri TPC che ha informato l’Autorità giudiziaria.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
L’indagine,
riporta una nota, ha avuto origine dalla ricerca di alcune opere false messe in
vendita attraverso i canali e-commerce. I primi accertamenti avevano consentito
di raccogliere importanti elementi probatori a carico di un restauratore attivo
a Roma a carico del quale, grazie alle verifiche svolte sui principali siti
internet di settore, quali Catawiki e e-Bay, è stata accertata la vendita di
centinaia di opere di dubbia autenticità e riconducibili a diversi artisti
quali Paul-Emile Pissarro, Jean Cocteau, Anna de Weert, Dora Maar, René Sautin
e altri della corrente dei Macchiaioli, attivi tra il XIX e il XX secolo.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
A seguito dell’esito
delle indagini, la Procura di Roma, titolare di entrambi i filoni
investigativi, ha emesso un decreto di perquisizione locale a carico del
restauratore. Nel corso delle operazioni di Polizia Giudiziaria, condotte dai
Carabinieri specializzati nel settore della falsificazione del Comando TPC
all’interno dell’abitazione situata in un quartiere Nord di Roma, è stata così individuata
una stanza dove era stato allestito un vero e proprio laboratorio per la
produzione di pittura falsificata. Sono stati rinvenuti centinaia di tubetti di
colori acrilici e a cera, pennelli di varia grandezza, matite, tele grezze di
diversi formati con fondo già preparato per la stesura della pittura, stencil,
forbici, cavalletti, cornici, passe-partout, timbri falsamente riconducibili a
collezioni e gallerie d’arte non più attive nel mercato di settore, appunti e
fogli riportanti le prove per la firma falsificate degli artisti, dichiarazioni
di vendita ed etichette per le spedizioni.

Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
Trovata anche una macchina da
scrivere e dispositivi informatici utilizzati dal falsario-restauratore per la
realizzazione dei dipinti e dei relativi falsi certificati attestanti
“l’autenticità” che accompagnavano le opere d’arte.
Durante la
perquisizione, inoltre, sono state trovate varie fotocopie a colori di pagine
di cataloghi d’asta sulle quali, utilizzando la comune tecnica del collage,
erano state aggiunte le opere falsificate di “nuova produzione”. Nello
specifico, la foto dell’opera dell’autore di riferimento presente sul catalogo
d’arte risultava sostituita con l’immagine dell’opera nuova prodotta dal
falsario.
Durante
l’accesso all’interno del laboratorio da parte dei Carabinieri TPC sono state
trovate sul tavolo di lavoro varie opere concluse o in fase di ultimazione,
recanti la firma di vari autori, compatibili con i colori e gli altri materiali
rinvenuti, tanto da ipotizzare che le stesse fossero state realizzate di
recente proprio dal restauratore.
Foto in primo piano: Il laboratorio clandestino. Crediti foto: Comando Carabinieri TPC.
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